sabato 2 marzo 2013

ECCELLENTE SERATA AL CIBUS DI NISCEMI


Eccellente serata, ieri sera, al Ristorante CIBUS di Niscemi che ha avuto come protagonista principe "Il gran bollito italiano".
 I trentadue ospiti partecipanti, hanno avuto modo di assaggiare, in una rielaborazione dello Chef-Patron Massimo Blanco un’antica ricetta rinascimentale "tanto apprezzata dal Re Vittorio Emanuele II, uomo dai molteplici appetiti", come ha sottolineato il giornalista Giuseppe Stimolo nell'introduzione storica alla cena tematica che,  codificata da Giovanni Vialardi nel suo libro “Cucina Borghese – Semplice ed economica” pubblicato nel 1864, è entrata a far parte della grande cucina regionale piemontese.
 La serata, organizzata dall'ing. Gianfranco Di Pietro e dal giornalista Giuseppe Stimolo sotto l’egida dell'organizzazione internazionale Slow Food, è la seconda del genere organizzata nel centro nisseno ed ha, come scopo, l'avvicinamento consapevole al cibo, ai prodotti genuini del territorio, alla sana convivialità condita con un pizzico di conoscenza storica su ciò che mangiamo.
Gli altri protagonisti della serata i grandi vini toscani che, offerti dalle Case vinicole Castellare di Castellina e Rocca di Frassinello e introdotti, con dovizia di particolari, dal dott. Dario Pistarà enologo dei Feudi del Pisciotto, ultima nata della storica casa Castellare di Paolo Panerai hanno accompagnato degnamente le succulenti prelibatezze “reali”.
Chianti classico rosso rubino di uve Sangioveto, tipico ed elegante. Poggio alla Guardia frutto di un’accurata selezione e dalla spiccata personalità. Coniale, Cabernet Sauvignon in purezza, vinificato in acciaio e invecchiato in barrique. Rocca di Frassinello, prima etichetta le gran vin, secondo la classificazione bordolese, forte, intenso ed elegante e per finire in bellezza, ad accompagnare il superbo dolce, un Vin Santo S. Nicolò, né troppo spiritoso né troppo dolce, formato da Malvasia Bianca e di poco Trebbiano fatti appassire appesi, in ambiente areato.
Al termine della serata, l’ing. Di Pietro interpretando un desiderio unanime, ha voluto ringraziare oltre ai partecipanti, tutto lo staff di sala del CIBUS e la brigata di cucina fissando, per il 15 Aprile prossimo, una visita guidata alle cantine dei Feudi del Pisciotto con degustazione di prodotti tipici e assaggio, in anteprima, dei vini 2013. 


Lingua di vitello con gelatina di bitter e mela dell'Etna

L'enologo dott. Dario Pistarà presenta i vini della serata offerti dalle case vinicole,
 Castellare di Castellina e Rocca di Frassinello.

Cappelletti in brodo



Il gran bollito italiano

Salsa verde
Il gran bollito italiano

Salsa rossa
Mostarda di Cremona


Strudel all'olio exstravergine d'oliva e salsa alla vaniglia
Creme brulèe

Personale di sala.
Il direttore di sala, Stefania (al centro), con Gisella e Debora.
La brigata di cucina.
da sx:  Giuseppe Blanco, lo chef-patron Massimo Blanco, Sandro Rinnone e Antonella Alma.
Dario Pistarà enologo
Intervento del giornalista Stimolo
L'intervento conclusivo dell'ing. Di Pietro

martedì 19 febbraio 2013

UNA PIETANZA INASPETTATA

Qualche tempo fa, nel ristorante del mio amico Massimo, ho assaggiato per la prima volta la trippa della Rana Pescatrice.
La Rana Pescatrice è un eccellente pesce con il quale si possono preparare un'infinità di piatti ma, 
quando mi disse, dopo averla assaggiata, che quella trippa era di pesce, non volevo credergli.
In realtà era la prima volta che ne sentivo parlare. Ma confesso che era molto gustosa e della stessa consistenza della cugina, quella di vitello.

Oggi, Massimo me ne ha fatto dono. Una piccola trippa, insufficiente per utilizzarla al ristorante, abbastanza per le mie necessità e così, tornato a casa, ho voluto provare a cucinarla con una piccola variante rispetto a quella suggerita dal mio amico.
Il risultato è stato ottimo ma meno gustosa di quella di Massimo.


Ingredienti:
la trippa di una rana pescatrice (sufficiente per due persone),
una grossa patata,
una grossa carota, un gambo di sedano,
del porro,
una piccola cipolla bianca, 
prezzemolo,
quattro pomodorini,
peperoncino,
un pizzico di curry,
sale,
mezzo bicchiere di vino bianco.

Preparazione
Lavate accuratamente la trippa e fatela bollire per circa un'ora in un tegamino.
Nel frattempo, lavate e riducete a dadolata  le verdure.
Quando la trippa sarà cotta, tagliatela a striscioline e saltatela in padella sfumandola col vino bianco.
Fate evaporare e aggiungete le verdure. Rosolate ancora aggiungendo una lacrima di acqua per agevolare la cottura delle patate e quattro Pachino tagliati in quattro. Rifinite con sale, peperoncino e un pizzichino di curry che a me piace molto.
Servite ancora fumante.
Buon appetito e... grazie Massimo per questa pietanza inaspettata. 



lunedì 11 febbraio 2013

RISTORANTE CIBUS - NISCEMI, ECCELLENTE SCOPERTA


Se vi trovate a passare dalle parti di Niscemi, piccolo centro agricolo in provincia di Caltanissetta, e pensate di fare una sosta per acquistare dei carciofi (è il primo produttore di carciofi in Sicilia), vi suggerisco anche di visitare il centro storico dove potete trovare alcuni piccoli gioielli artistici e monumentali.

Nella bella e barocca Piazza Vittorio Emanuele si affacciano due chiese: La Chiesa Madre e la Chiesa dell'Addolorata e al loro interno molte opere d'arte. A poche centinaia di metri dalla Piazza, altre piccole e deliziose chiese come la Chiesa del Purgatorio, la Chiesa di Santa Lucia, La Chiesa di Sant'Antonio e la Chiesa di San Giuseppe oltre, al Museo della Civiltà Contadina
Quest'ultimo, uno dei più ricchi musei etno-antropologici di Sicilia con oltre duemila oggetti esposti, di cui seicento già censiti e posti sotto vincolo della Soprintendenza. 
Ma la più grande sorpresa per un'amante della buona cucina, è scoprire che in questo tranquillo e misconosciuto paese, si trova uno dei migliori ristoranti della provincia. 
Si tratta del Ristorante "CIBUS". 
Un piccolo e delizioso posticino a conduzione familiare, accogliente, caldo dove la cucina la fa da padrona. E stupore nello stupore, la maggior parte delle preparazioni sono a base di pesce.

Lo chef-patron, è un giovane e talentuoso amante della "sicilianità" e dei prodotti locali, Massimo Blanco mentre la sala è affidata alla gentile compagna Stefania, direttrice di sala e sommelier.
La ricerca dei prodotti è maniacale e Massimo la effettua nel poco tempo libero a disposizione, andando sul posto e visitando le aziende personalmente. In questo modo può assicurare alla clientela prodotti genuini, freschi e del territorio e creare in cucina dei veri e propri scrigni di esclusiva bontà.

Che dire, è un'assoluta scoperta che merita da solo una visita.

Di seguito le foto della meravigliosa cena, che ha coronato un'intensa e sorprendente giornata.

Ostriche

Neonata

Dadolata di pesce spada con insalatina di arance e aceto balsamico



Cicale al vapore

Tentacoli di polpo

Polpo riccio saltato in padella con aglio e rosmarino

Paranza

Mezzi bombardoni con seppie e crema di carciofi


Linguine ai frutti di mare

Spaghetti con vongole veraci

Pesce spada con insalata finta



Créme brulée

Ananas

Torta con crema pasticcera e fragoline


Provare per credere.
Alla prossima.





martedì 27 novembre 2012

I 100 ANNI DELL'ALBANIA

Non tratto temi politici sul mio blog ne tantomeno me ne occupo ma, non posso fare a meno di ricordare che domani, 28 Novembre 2012, ricorrono i 100 anni di indipendenza di una meravigliosa terra a noi molto vicina, l'Albania e augurare all'amico popolo albanese lunga vita verso la totale libertà.


martedì 13 novembre 2012

L'APPARENZA INGANNA




E già, lo dicevano anche gli antichi: l'apparenza inganna.
Si perchè a guardarli questi due frutti morbidi e succosi, regalo della natura in questo periodo dell'anno, sembrano uguali ma, uguali non sono.

Mentre uno è il classico cachi che tutti conosciamo, le cui aree di produzioni si estendono un po in tutta Italia - con picchi in Campania e in Emilia Romagna che da sole producono più del 70% del fabbisogno nazionale, l'altro è il cugino meno conosciuto 
CONTINUA


ono caco-mela    cachi




Caco-mela

Caco

venerdì 9 novembre 2012

INCONTRO ORTO-MARE

Era da un bel po di anni che non cucinavo una zucca gialla.
L'occasione di farla, oggi, mi è stata offerta da un caro amico, Tommaso che mi ha fatto dono di quattro zucche coltivate nel suo orticello domestico.

A prima vista mi sono sembrate zucche da esposizione, da arredo in questo periodo dell'anno. Ma dopo ho voluto provare a cucinarle assicurato anche,  per la loro bontà, dall'amico donatore.

Guardandole, e fotografandole, chissà perché ma il loro involucro coriaceo, mi ha fatto venire in mente un accostamento orto-mare, con le cozze.

Azzardato ma non troppo. Non sono certamente il primo  a realizzarle ma non le avevo mai provate.
E così, acquistato il necessario mi sono messo all'opera.
Il risultato è stato ottimo ma, per la prossima occasione, occorre fare una piccola modifica: lasciare soltanto qualche dadino di zucca per la decorazione finale mentre il resto lo frullerò perché il gusto della zucca è dolcissimo ma il pezzo che arriva in bocca è sfarinoso e sinceramente fastidioso.





Occorrente:
riso carnaroli, due zucche, un chilo di cozze, aglio, prezzemolo, rosmarino, timo, olio evo, curcuma, brodo vegetale.

esecuzione semplicissima:
Ho eliminato la parte esterna delle zucche e le ho affettate completando poi in una dadolata.
In una padella ho fatto rosolare quattro spicchi di aglio in camicia (che poi ho eliminato), ho inserito la zucca e sfatta tostare e uccessivamente ho aggiunto un pizzico di prezzemolo tritato, il rosmarino e un buon bicchiere d'acqua. Ho coperto e abbassato la fiamma aggiungendo di tanto in tanto altra acqua sino a farle intenerire bene.

Nel frattempo, in un'altra padella, ho fatto aprire le cozze e le ho messe da parte con il loro liquido.
Ho preparato un litro e mezzo di brodo vegetale, mantenendolo sempre ben caldo.







Quando la zucca era a mezza cottura, ho tostato il riso assieme alle zucche (se volete aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco e fatelo evaporare) e dopo,  mestolo dopo mestolo il brodo caldo continuando a girare per evitare che si attacchi.
Il riso carnaroli è ottimo per i risotti ma non perdona errori di cottura. Dovete sempre controllare.
A metà cottura del riso ho aggiunto  un cucchiaino di curcuma, timo e dell'altro prezzemolo e altro rosmarino (se utilizzate rosmarino fresco, utilizzate le cimette tenere. Altrimenti, tritatelo finemente).



A cottura quasi ultimata ho aggiunto le cozze con il loro liquido e mantecato con una noce di burro.
Impiattato e mangiato caldo fumante con piena soddisfazione.