mercoledì 4 agosto 2010
giovedì 22 luglio 2010
CIURI CIURI - LA SICILIA A ROMA
Salvatore, primogenito dei sei figli di Ignazio, e papà di Ino, nel 1960, continua la tradizione paterna di pasticcere e gelataio, divenendo ben presto l’artista della frutta martorana, conosciuta ed apprezzata anche fuori dai confini della provincia. La perfezione raggiunta è elevatissima, talmente perfetta, che sembra vera e degna di essere esposta di un museo.
Lei, Alice Petralito, laurea in economia con indirizzo giuridico alla Bocconi, master in Relazioni Esterne e Internazionali all’ISPI di Milano (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), lavora per due anni all’Asset Management della Sanpaolo Imi e per cinque alle relazioni esterne del Senato, alle dirette dipendenze del Presidente. Uno stage alla Commissione Europea di Bruxelles e tanti sogni nel cassetto ancora da realizzare.
Orgoglio di mamma e papà, casalinga lei e commerciante lui.
Una figlia così, li inorgoglisce sin nel profondo dell’anima, e lì, a Modica, in provincia di Ragusa, parenti e amici la vedono già “Senatrice”. Ma, il destino a volte devia i nostri sogni e intraprende per noi sentieri inesplorati e inimmaginabili. Complice un’incontro casuale durante una docenza per la Comunicazione d’Impresa a Trapani, per conto dell’Unione Europea, che li vede nei ruoli contrapposti di docente lei e corsista lui, nasce tra i due una forte amicizia ed un patto di solidarietà che li vedrà, da lì a poco, costituire una Società e, grazie alla complementarietà e alle enormi potenzialità e competenze, nel 2007 aprire a Roma, con il nome inconfondibilmente siculo di “Ciuri Ciuri”, la prima gelateria pasticceria tutta siciliana. Maestro Pasticcere lui, Direttore commerciale lei.
(...)
(Tratto dall'articolo "Ciuri Ciuri, profumi e odori di Sicilia nel cuore di Roma" pubblicato sul mensile siciliano "La Zona Franca" nel mese di Giugno 2010).
Pasticceria Gelateria Siciliana
Specialità salate - Caffetteria
ROMA
• Via Leonina, 18/20 - Tel. 06.45444548 - visualizza mappa
• Via Labicana, 126/128 - Tel. 06.45424856 - visualizza mappa (caffetteria)
• L.go Teatro Valle, 1/2 - Tel. 06.9826228 - visualizza mappa
• P.za San Cosimato, 49/b - Tel. 06.95216082 - visualizza mappa
Ricotta di bufala campana finalmente Dop. Galan: sono 210 i prodotti italiani Dop e Igp

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha accolto l’iscrizione da parte della Commissione Europea della denominazione “Ricotta di Bufala Campana” DOP nel registro ufficiale delle denominazioni protette.
Le peculiarità della “Ricotta di Bufala Campana” sono strettamente determinate dalla qualità delle materie prime: siero, panna fresca di siero e latte di bufala che, soltanto se prodotte nell’area di produzione, possono vantare caratteristiche superiori rispetto a quelle ottenute in altre zone. Le caratteristiche orografiche, geopedologiche e macroclimatiche dell’area delimitata sono i fattori che più di ogni altro contribuiscono a conferire alle essenze foraggere che caratterizzano gli erbai, e di conseguenza, al latte e quindi al siero con cui si ottiene la “Ricotta di Bufala Campana” DOP, quelle caratteristiche organolettiche, gustative e di sapidità che rendono unica e riconoscibile la Ricotta medesima.
Il legame con l’origine geografica dipende dalla capacità dei produttori di ottenere siero che mantenga, nei limiti della inevitabile diversità, le caratteristiche originarie del latte. La scelta di usare solo siero dolce, quindi non fermentato, derivante dalla rottura del coagulo di latte di bufala fresco, è la condizione per poter trasferire nella Ricotta le caratteristiche del latte, a loro volta legate imprescindibilmente al territorio di origine. Il fattore umano diventa quindi indispensabile per mantenere solido questo legame ed attraverso esso ottenere un prodotto unico.
La zona di produzione della DOP “Ricotta di Bufala Campana” comprende parte del territorio amministrativo delle Regioni Campania, Lazio, Puglia e Molise. In Campania, principalmente nel bacino attorno ai fiumi Garigliano e Volturno e tra la piana del fiume Sele e la zona del Cilento, sia nella zona costiera che lungo le vallate; nel Lazio, concentrate tra la valle del fiume Amaseno e la vicina pianura Pontina; in Puglia, la fascia pianeggiante e collinare della provincia di Foggia ai piedi del promontorio del Gargano; nel Molise, l’unico comune interessato è Venafro che solamente da poco è sotto la gestione amministrativa molisana.
domenica 23 maggio 2010
Visita Cantina Elorina ed escursione guidata all'Eremo Croce Santa
| Escursione enogastronomica | |
| Domenica 6 giugno la condotta organizza una visita alla Cantina Elorina dove si degusteranno i vini della cooperativa accompagnati da piccoli assaggi di pietanze e prodotti tipici.Prima del momento conviviale si farà un'escursione,guidata da un archeologo,all'Eremo Croce Santa,vicino Rosolini. |
martedì 9 febbraio 2010
MERINGA ITALIANA
SAMOSAS, PIATTO TIPICO INDIANO
martedì 10 novembre 2009
ETNA FOOD - GUSTI E SAPORI MEDITERRANEI

sabato 28 giugno 2008
Il Presidio Slow Food Pane di Lentini in dirittura d’arrivo

Alla presenza del sindaco Alfio Mangiameli, si è svolta ieri pomeriggio nel salone di rappresentanza del Comune di Lentini una riunione operativa per definire gli ultimi dettagli che a breve consentiranno al pane di Lentini di fregiarsi della prestigiosa denominazione di Presidio Slow Food. A oggi, tale denominazione in Italia è attribuita a circa duecento prodotti alimentari che, pur presentando forti legami con la tradizione uniti a caratteristiche organolettiche notevoli, rischiavano di scomparire.
Ai panificatori di Lentini e Carlentini presenti, Raffaella Ponzio, responsabile nazionale dell’Ufficio Presidi, intervenuta assieme al presidente di Slow Food Sicilia, Pippo Privitera, ha illustrato le novità più significative che riguardano questi progetti, con particolare riguardo alla possibilità di utilizzare uno speciale contrassegno che servirà a individuare i prodotti posti sotto tutela.
Nella mattinata, l’incontro era stato preceduto da una serie di visite ai laboratori dei panificatori candidati ad aderire al Presidio, nel corso dei quali i responsabili di Slow Food hanno potuto verificare le caratteristiche dei forni e le tecniche di produzione.
Il disciplinare in via di definizione stabilirà le varietà di grano siciliane ammesse come materia prima, l’utilizzo del lievito madre, l’uso del forno a legna e tutti gli altri aspetti produttivi che consentiranno al pane tradizionale di Lentini di avere uno standard qualitativo ancora più elevato.
Il progetto, al quale Slow Food Lentini lavora da diversi anni, si realizzerà grazie al sostegno finanziario dell’Assessorato regionale all’agricoltura e del Comune di Lentini.
Lentini, 28 giugno 2007
Riferimenti:
cell. 338 8135797
giovedì 29 maggio 2008
Succo d’arancia … meccanica

Più di 500 milioni di litri di succo d’arancia vengono consumati ogni giorno nel mondo, di questi la metà in Europa. Il maggior produttore è il Brasile con una quota di mercato che si aggira sull80%, al secondo posto la Florida. Per raggiungere ad esempio la Germania, in testa tra i Paesi consumatori nell’UE, il succo percorre in media 12. 000 km.Dopo la raccolta, le arance sono lavate e pressate. Prima di essere stoccato nei container, il succo viene ridotto a Fcoj (succo d’arancia concentrato e surgelato) attraverso un processo di evaporazione dell’acqua contenuta. Questa lavorazione permette di realizzare consistenti economie nel trasporto, poichè il concentrato occupa il 10% del volume del succo fresco. Una volta sbarcato di Europa, al preparato viene aggiunta di nuovo l’acqua per riprendere l’aspetto di partenza.
Negli anni Novanta, l’Istituto Wuppertal, ha analizzato il ciclo di produzione del succo d’arancia bevuto dai tedeschi. Le conclusioni sono interessanti: servono
I ricercatori hanno poi concluso che servirebbe l’equivalente della superficie di tre pianeta Terra coltivata ad aranceti per soddisfare la sete di succo di tutta la popolazione umana, se questa ne consumasse in media come i tedeschi:
Gli ingredieti del succo d’arancia: vitamina C, inquinamento da trasporto e da lavorazione, spreco di risorse idriche ed energetiche; meglio una spremuta.
Fonte: Libération
mercoledì 14 maggio 2008
SLOW FOOD LENTINI - SERATA CONVIVIALE PER TERRA MADRE



